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Malattie delle arance e parassiti

Come tutti gli alberi da frutta, neanche gli alberi di arance sono totalmente immuni dall'influsso di agente esterni come insetti, parassiti o malattie di vario genere. In genere, per contrastare questi nemici molti produttori ricorrono all'utilizzo di pesticidi e prodotti chimici che spesso non sono molto salutari per il consumatore, oltre che per i terreni e per le falde acquifere presenti nel sottosuolo contribuendo così all'inquinamento ambientale. Questo è il motivo per cui molte aziende oggi decidono di fare ricorso alla cosiddetta lotta integrata, ovvero una metodologia che prevede il rifiuto di prodotti chimici e, invece, l'utilizzo di sistemi naturali privi di controindicazioni per l'uomo e per l'ambiente.

 

Le mosche: Mosca Bianca e Mosca Mediterranea

Nonostante il nome, questi due insetti non sono imparentati anche se il livello di pericolosità per gli albermosca mediterranea della fruttai da frutta e, nel caso specifico, per gli aranceti, è piuttosto elevato in entrambe i casi. La Mosca Bianca, in particolare, è molto temuta dai produttori in quanto nei casi più gravi le sue incursioni possono mettere seriamente a repentaglio il raccolto nella sua interezza o in una sua quota piuttosto rilevante.

Un altro incubo per le aziende agricole è rappresentato dalla Mosca Mediterranea o Mosca della Frutta: questo insetto è caratterizzato dalla cosiddetta polifagia, ovvero la capacità di attaccare un numero molto elevato di colture, risultando così piuttosto dannoso e difficile da combattere.

 

Il Ragno Rosso o Ragnetto del Travertino

Il Ragno (o Ragnetto) Rosso è un acerrimo nemico di molte colture. Per la precisione si tratta di un acaro la cui azione principale consiste nel forare la superficie dei frutti succhiandone il contenuto e determinando la morte delle cellule. Le arance colpite da Ragno Rosso tendono a sviluppare delle chiazze giallognole in superficie. Esse, inoltre, non riescono a crescere e rimangono di pezzatura molto piccola, divenendo così inutilizzabili per la vendita al pubblico, con conseguenti danni molto gravi per le aziende produttrici. Questo acaro colpisce non solo le coltivazioni di agrumi ma anche quelle di altri alberi da frutto, come mandorle, pere e noci.

 

Afidi o pidocchi delle piante

Questi parassiti vengono definiti appartenenti ai cosiddetti fitofagi, in quanto si nutrono della linfa delle piante. Il loro grado di pericolosità, per tale motivo, è massimo anche perché tendono a riprodursi con una certa rapidità determinando degli attacchi caratterizzati da un alto numero di unità. Oltretutto, l'uso di pesticidi si rivela a lungo termine poco efficiente poiché, col tempo, gli afidi tendono a sviluppare delle forme di resistenza che li rendono praticamente immuni. Generalmente, le infestazioni degli afidi sugli agrumi si verificano durante i mesi primaverili.

 

Marciume delle radici e Tristezza degli agrumi

All'origine del fenomeno denominato Marciume delle Radici stanno due famiglie di funghi, ovvero l'Armillaria e la Rosellinia. Quando una pianta viene colpita, le sue radici cambiano colore divenendo scure o gialle e, se non si interviene in modo tempestivo, finiscono col perdere vigoria mettendo a repentaglia la salute e la sopravvivenza della pianta interessata. I funghi Armillaria colpiscono gli alberi da frutta ma anche la vite e le piante ornamentali e agiscono introducendo, attraverso una fitta rete di filamenti, delle sostanze tossiche per l'albero salendo progressivamente lungo il fusto ed espandendosi anche ai rami. A lungo andare, il marciume delle radici, oltre al disseccamento dei rami, può creare problemi alla stabilità degli alberi che, in certi casi, per arrestare il contagio, vengono abbattuti.

La Tristezza degli Agrumi, invece, è provocata dall'azione del Citrus Tristeza Virus che, sulle piante colpite, provoca una scarsa crescita e la caduta delle foglie e se non adeguatamente contrastato determina la morte della pianta stessa. Il virus in questione è trasmesso dagli afidi e proviene dall'Asia Meridionale, da dove si è poi propagato verso gli Stati Uniti e l'Europa, determinando la distruzione di addirittura 70 milioni di alberi, buona parte dei quali nel bacino del Mediterraneo.

 

Serpentina, Cocciniglia e Tripide

La Serpentina ha iniziato a colpire le piante dei produttori italiani sono nel corso dell'ultimo ventennio. Le prime segnalazioni infatti sono del 1994, dapprima sulle isole maggiori e in seguito nel mezzogiorno. Si tratta di una piccola farfalla isolata per la prima volta in Asia ma che si è rapidamente diffuso anche in Africa e in Australia. Questo lepidottero presenta tipicamente delle ali di colore argentato e colpisce deponendo fino a 100 larve su entrambi i lati delle foglie che col tempo ingialliscono e cadono. L'insetto colpisce verso Giugno e ha una soglia termica notturna di 12° C, al di sotto della quale non colpisce.

La Cocciniglia, invece, rappresenta un insetto che si nutre della linfa ed è quindi un fitofago. I suoi attacchi sono piuttosto temuti perché, nonostante le ridotte dimensioni e il non particolarmente alto potenziale a livello riproduttivo, possono essere capaci di compromettere interi raccolti. Le cocciniglie si diffondono in modo passivo, cioè vengono trasmesse da altre piante infette o vengono trasportate da altri insetti, come le formiche ad esempio. Esse colpiscono indifferentemente le foglie, le radici, i rami o i frutti e oltre a una elevata adattabilità alle diverse condizioni climatiche sono spesso resistenti all'azione di molti insetticidi.

Anche i Tripidi, infine, ricadono all'interno della categoria dei fitofagi (o fitomizi). Si tratta di insetti di dimensioni abbastanza ridotte che nutrendosi della linfa immettono nelle piante delle pericolose sostanze nocive, insieme a batteri e virus. Le foglie colpite dall'azione dei Tripidi perdono colore e finiscono col cadere. Questo genere di insetti non colpisce solo gli agrumi, ma esiste anche il Tripide dell'Olivo, il Tripide delle Serre (che prende di mira ortaggi e fiori) e il Tripide delle Nettarine che invece interessa principalmente le pesche pur essendo una specie polifaga.