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Come difendersi dagli attacchi di Mosca Mediterranea

Nonostante la denominazione simile, tra la Mosca Bianca e la Mosca Mediterranea della frutta (o più trivialmente Mosca della Frutta) non vi è alcuna parentela e, nonostante siano accomunate dagli effetti funesti per i raccolti, rappresentano due specie totalmente differenti a livello tassonomico. Nota col nome scientifico di Ceratitis Capitata, la Mosca Mediterranea rappresenta un grave flagello per i produttori di frutta e le sue incursioni sono fonte di notevoli danni economici, soprattutto per le colture che fruttificano nei mesi estivi (in genere, quindi, non rappresenta una grave minaccia per la gran parte delle varietà di agrumi).

 

Caratteristiche essenziali della Mosca Mediterranea

Attualmente, non si sa bene quale sia il luogo d'origine di questo insetto. L'ipotesi più probabile è che questa specie provenga dai paesi dell'Africa subsahariana e che da lì sia arrivata nell'area del Mediterraneo, diffondendosi poi in tutto il mondo. mosca mediterraneaOggi, infatti, si riscontrano attacchi di Mosca Mediterranea della frutta nelle fasce tropicali e sub-tropicali di tutti e cinque i continenti e viene quindi ritenuta una specie cosmopolita. Dalle nostre parti e in tutte le altre zone a clima temperato gli attacchi di Mosca Mediterranea sono caratterizzati da stagionalità. A ulteriore testimonianza della sua pericolosità, questo insetto è ricomparso in alcune zone dove si riteneva che fosse stato eradicato definitivamente, come in California, dove è tornata a colpire più volte a distanza di anni.

Uno dei motivi per cui è molto temuta è la sua polifagia: si calcola, infatti, che sia in grado di attaccare circa 250 diverse specie di alberi da frutta, ma ciò non è tutto. Essa, infatti, una volta entrata in azione diventa davvero difficile da contrastare ed è in grado di distruggere un intero raccolto Nel nostro paese le incursioni hanno colpito principalmente alberi di pesco, albicocco, fico e caco, ma si sono registrati casi di attacchi anche su meli, nespoli e fragole, mentre per ciò che concerne gli agrumi gli episodi sono stati meno gravi in quanto questi insetti vengono infastiditi dall'olio essenziale. Negli ultimi anni, tuttavia, i danni sugli agrumi si sono intensificati, in quanto sono apparsi alcuni esemplari più resistenti che riescono a raggiungere punti più profondi in cui deporre le uova. Al fine di evitare contagi da zone infestate, molti paesi hanno introdotto barriere all'ingresso di frutta proveniente dall'estero.

I frutti più attaccati sono quelli a polpa morbida, poca acidità e alto contenuto di zuccheri, ma durante l'autunno il bersaglio è costituito da alcune tipologie di agrumi come le clementine e le arance della varietà Navel. La mosca agisce forando più volte l'epicarpo e deponendo fino a una decina di uova per puntura: in questo modo, le larve si annidano nella polpa dei frutti e determinano così il disfacimento del frutto. Alle nostre latitudini, questa specie è molto più pericolosa nelle zone meridionali, poiché gli agrumi vengono sfruttati per far superare l'inverno alle larve.

I sintomi dell'attacco di Mosca Mediterranea sono costituiti dall'annerimento della zona circostante le punture, mentre man mano che le larve si sviluppano si assiste anche al marcire della polpa. La comparsa di questo insetto non si verifica sempre nello stesso periodo, ma varia da zona a zona e va da Aprile in poi. Nelle arance in genere le larve non riescono a raggiungere la polpa, quindi il danno è solo a livello estetico, anche se negli ultimi anni la situazione è peggiorata a seguito della comparsa di specie più evolute.

 

Come difendersi dagli attacchi di Mosca Mediterranea della Frutta?

Per fortuna, i produttori possono sfruttare varie soluzioni per contrastare le incursioni di questo pericoloso insetto, purché le contromisure vengano adottate con la giusta tempistica e senza esitazione. La lotta chimica, cioè con pesticidi, prevede l'uso di sostanze ad azione citotropica, cioè in grado di raggiungere l'interno dei frutti impedendo l'arrivo delle larve, ma risulta inefficace nei confronti delle larve già sviluppate. Nei confronti degli esemplari adulti, invece, si adottano le esche avvelenate che attirano gli insetti uccidendoli prima che inizino a riprodursi, ma questa misura si rivela efficace se applicata su superfici molto ampie.

La lotta biologica, invece, ha prodotto risultati positivi solo in casi molto sporadici e localizzati solo in aree ristrette, soprattutto nell'area del Mediterraneo dove mancano gli antagonisti ausiliari. Molto più efficace è invece risultata la lotta biotecnica che, con la metodologia del maschio sterile, permette di ridurre in modo significativo il potenziale riproduttivo della popolazione, soprattutto se si interviene sulla prima generazione di mosche, quando ancora il loro numero non è troppo elevato.

Questa tecnica ha permesso l'eradicamento definitivo della mosca mediterranea nello Stato delle Hawaii. Un altro utile sistema di carattere biotecnico è rappresentato dal mass trapping, ovvero dal posizionamento sugli alberi di trappole dotate di esche chimiche, ma questa soluzione si è rivelata comunque meno efficace rispetto alla precedente. Infine, bisogna sottolineare come gli esemplari di Mosca Mediterranea possano essere impiegati per l'allevamento di parassiti in grado di contrastare la Mosca delle Olive.