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Tristezza degli agrumi: come contrastare gli episodi

La tristezza degli agrumi è una patologia che, ogni volta che si manifesta, crea grossi problemi ai produttori. Il contagio avviene grazie all'entrata in azione del Citrus Tristeza Virus (abbreviato in CTV), un virus che ricade nella categoria dei Closterovirus, e generalmente colpisce le piante di agrumi innestate con piante di arancia amara. Purtroppo, proprio l'arancia amara, grazie alla sua robustezza, rappresenta uno degli innesti preferiti dagli agronomi, quindi questa infezione trova spesso un numero molto alto di alberi su cui diffondersi.

Tristezza degli agrumi: caratteristiche e sintomatologia

La tristezza degli agrumi rappresenta una grave piaga: basti pensare che nel curriculum di questo virus figura un elenco di vittime che, secondo recenti calcoli, raggiunge i 70 milioni di alberi abbattuti. Contro il CTV, infatti, ancora oggi non esiste un rimedio efficace una volta che il contagio è partito. Le piante colpite in forma più grave, quindi, sono irrimediabilmenteTristezza degli agrumi compromesse e per evitare che la malattia venga trasmessa anche agli alberi circostanti ne è fondamentale la distruzione.

Le piante contagiate dal virus della Tristezza sono riconoscibili per vari aspetti. In primo luogo, si evidenzia una condizione di basso sviluppo di rami e fusto, insieme a un processo di caduta delle foglie e un conseguente disseccamento dei rami. Più all'interno, sollevando la corteccia è possibile intravedere sul legno la presenza di scanalature verticali. In certi casi, inoltre, è frequente che il nesto risulti più ampio rispetto al portainnesto. L'evoluzione di questa patologia purtroppo è sempre la stessa, perché la pianta col tempo dissecca, deperisce e finisce col morire, anche se secondo modalità che variano in base alle condizioni ambientali e al ceppo del virus.

Il deperimento della pianta, infatti, può essere lento o molto rapido: in particolare, quando la linfa non riesce più a raggiungere le radici e non vi sono segni di rigenerazione a livello vascolare, la pianta muore nell'arco di pochissimi giorni. In ceppi non ancora riscontrati in Europa, invece, si notano sintomi come la butteratura del legno, il cosiddetto giallume dei semenzali (che si manifesta con il mancato sviluppo di alcune cultivar di arancia dolce) e la presenza di asimmetrie nella pezzatura dei frutti.

Le modalità con cui avviene il contagio da una pianta all'altra sono in genere due: tramite alcune tipologie di afidi (notoriamente vettori di molti virus), come l'afide marrone degli agrumi (finora segnalato solo in Spagna e Portogallo) e l'afide del cotone, ma anche attraverso l'innesto di piante già infette. Un ulteriore fattore che rende il virus CTV particolarmente pericoloso è la sua capacità di ricombinarsi a livello genetico, per cui è davvero difficile capire come affrontare la malattia. La malattia è originaria dell'Asia sud-orientale ma purtroppo non è rimasta circoscritta in tale area e ha determinato gravi epidemie dapprima nelle Americhe (Brasile, Venezuela, Argentina e Florida i paesi più colpiti) e in seguito anche nel bacino del Mediterraneo: tra Spagna, Israele e Cipro, il CTV è stato responsabile dell'abbattimento di ben 40 milioni di piante.

Nel nostro paese, si è parlato per la prima volta di Tristezza degli Agrumi durante gli anni '50, ma per alcuni decenni il virus ha avuto un ruolo molto limitato sia nella gravità che nel numero di casi. Tuttavia, questa situazione tutto sommato ordinaria è purtroppo mutata nel recente periodo, visto che sono diventate numerose le segnalazioni di attacchi rivolti a piante di agrumi con innesti di arancia amara e solo in misura marginale per le altre varietà. Epidemie molto serie, ad esempio, sono avvenute in Spagna nel biennio 2010-2011 e sono state determinate dall'azione del già citato afide del cotone.

 

Come contrastare gli episodi di Tristezza degli Agrumi

Come abbiamo già sottolineato il virus della Tristezza degli Agrumi spesso e volentieri non perdona e talvolta l'unica scelta è rappresentata dall'eliminazione degli alberi infetti. Per questo motivo, è vitale in primo luogo fare prevenzione evitando di ricorrere a innesti con piante già malate e utilizzando sempre e solo materiale certificato e di origine conosciuta. La minaccia portata da questa malattia è tale che anche l'Unione Europea ha ritenuto opportuno intervenire a livello legislativo per la disciplina in materia di barriere fitosanitarie.

Nel nostro paese, oltre al recepimento della normativa comunitaria, nel 1996 si è provveduto a regolamentare le procedure in caso di contagio: in particolare, è fatto obbligo per i produttori di abbattere tutte le piante qualora, all'interno di un agrumeto, il virus CTV sia presente in almeno il 30% degli alberi. Purtroppo, al momento non esistono soluzioni che consentono di sconfiggere questa malattia e anche la lotta chimica si rivela poco proficua. Sono comunque in corso diversi studi specialistici sul genoma del virus che, oltre a classificare le varie tipologie, mirano all'elaborazione di eventuali misure per il contrasto alla malattia e per la cura delle piante infette.