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Ragno Rosso: caratteristiche e metodi per combatterlo

Il Ragno Rosso (o Ragnetto Rosso) è noto nella comunità scientifica con la dicitura di Tetranychus Urticae. Si tratta di un acaro polifago che attacca varie categorie di piante, dagli ortaggi (soprattutto fagioli e pomodori) a vari tipi di piante ornamentali, senza dimenticare la maggior parte degli alberi da frutto. Per quanto non sia universalmente considerato il nemico più pericoloso in assoluto, gli attacchi di ragno rosso non vanno mai sottovalutati, in quanto senza un intervento tempestivo e adeguato possono produrre delle conseguenze anche gravi per i raccolti e quindi anche dei danni economici non indifferenti.

 

Principali caratteristiche del Ragno Rosso

Il Ragno Rosso è un fitofago che attacca principalmente le colture di soia ed entra in azione più spesso durante il periodo estivo, sfruttando le condizioni climatiche che gli sono più congeniali, ovvero il caldo con alti livelli di umidità e piovosità molto ragno rossoscarsa o nulla. Il Ragno Rosso attacca le foglie, a partire dalla pagina inferiore, e si nutre del citoplasma presenti nei baccelli. Le sue incursioni determinano, innanzitutto, delle conseguenze sulle foglie che, a causa della perdita d'acqua, subiscono delle forme d'accartocciamento e delle depigmentazioni che a lungo andare ne provocano il disseccamento e la caduta. Nei casi più gravi, si può riscontrare la presenza di ragnatele tra le foglie e il fusto della pianta.

Le dimensioni di questo parassita sono piuttosto contenute: gli esemplari di sesso femminile raggiungono il mezzo millimetro, mentre i maschi sono ancora più piccoli. Del Ragno Rosso esiste varie specie, come il cosiddetto Panonychus Ulmi, che fisicamente è molto simile al Tetranychus se si esclude la presenza di alcune setole bianche sul dorso. Ogni esemplare femmina deposita in media circa 100 uova all'anno, quindi questo parassita ha un potenziale riproduttivo piuttosto elevato.

Esiste anche una specie che sceglie come bersaglio gli agrumi, il Panonychus Citri, vale a dire il Ragno Rosso degli agrumi che attacca anche altri alberi da frutta come noce, pero e mandorlo. Esso agisce effettuando delle punture sulla superficie dei frutti, da cui succhia il contenuto provocandone la morte. Infine, esiste anche una varietà totalmente innocua per le piante o per l'uomo, il cosiddetto Ragno Rosso del Travertino che perlopiù preferisce gironzolare su muri e pietre.

 

Metodi per combattere le infestazioni di Ragno Rosso

Un naturale alleato contro il Ragno Rosso è rappresentato dalla pioggia, visto che questa specie preferisce le zone con scarse precipitazioni e per questo motivo spesso si provvede a bagnare le foglie e i rami colpiti dall'infestazione. Ovviamente questo metodo è piuttosto artigianale ed è oltretutto piuttosto complicato da attuare quando l'estensione dell'infestazione è molto ampia. Oltretutto, l'acqua è in grado di eliminare solo gli esemplari adulti ma è del tutto inefficace per le uova. Per questo motivo, i sistemi professionalmente più adottati sono di due tipi, la lotta biologica e lotta chimica.

La lotta biologica contro le varie specie di Tetranychus e Panonychus ruota intorno all'uso di un acaro predatore, il Phytoseiulus Persimilis, che viene posto sulle foglie e riesce a limitare la proliferazione dei ragni rossi, contenendo così i danni ed evitando che questi insetti prendano il sopravvento. Al momento, questo metodo si trova ancora a uno stadio sperimentale, tuttavia ha già ottenuto risultati promettenti. Frequente è anche l'uso di coccinellidi.

Per quanto concerne la lotta chimica, invece, si tratta sicuramente del metodo che produce risultati migliori contro questo genere di parassiti. I prodotti più utilizzati sono degli oli minerali leggeri con grado di insulfonabilità superiore al 92%. Le autorità sanitarie consigliano comunque di non effettuare più di un trattamento all'anno. Questa specie attacca anche le piante ornamentali, quindi potreste notarne la presenza anche sui vostri orti o nelle piante che tenete sui balconi, ad esempio.

Per infestazioni di questo genere, esistono alcuni rimedi naturali e fai da te, come ad esempio l'uso di argilla espansa da porre in fondo al vaso in modo da aumentare l'umidità. Per chi ha l'hobby dei piccoli orti, invece, esiste la possibilità di realizzare un antiparassitario casalingo: macinate tre teste d'aglio, mescolatele in un litro d'acqua e fatele bollire. Al termine, filtrate il liquido e versatelo in un flacone spray (vanno bene anche quelli per i detersivi, opportunamente puliti e risciacquati ovviamente) e spruzzatelo sulle piante colpite, soprattutto sulle foglie in cui i parassiti si sono annidati.