| Cenni storici e generalità sul pero |
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Il pero é stato coltivato originariamente nei paesi dell' Asia occidentale e propagato anche in tempi molto remoti in Europa, ove l’Italia con i suoi 130.000 Ha di superficie occupata e con una produzione di cira 13 milioni di q occupa il primo posto tra i paesi produttori (Francia, Germania e Olanda). Le regioni italiane maggiormente interessate alla coltura sono l’Emilia-Romagna con il 60% della produzione seguita da Veneto, Campania, Sicilia, Piemonte, Lombardia. Il pero appartiene alla famiglia delle rosacee. Il pero comune è un albero vigoroso, a forma conica e poi globulare; presenta la corteccia del fusto e dei rami vecchi ruvida e screpolata mentre i rami giovani sono corti e portano numerose gemme a legno e miste. Predilige zone a clima temperato, con terreni fertili, morbidi, ben drenati. Non ama i terreni acidi, umidi o molto calcarei. Le foglie presentano un picciolo lungo e sono glabre e ovali. La produzione avviene prevalentemente sulle lamburde e limitatamente sui rami misti e sui brindilli. L’infiorescenza è un corimbo formato da 7-10 fiori con petali di colore bianco. La fecondazione è allogama, l’impollinazione entomofila. La maggior parte delle cultivar presentano fattori di sterilità e sono autoincompatibili. Le cultivar utilizzate sono molto numerose anche se sono poche quelle che concorrono in modo rilevante alla produzione : Coscia, William, Spadona estiva, Conference, kaiser,Decana del comizio,Abate Fètel, Passa Crassana.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 08 Maggio 2011 17:41 |
